
La legge del desiderio
La legge e il desiderio nell’educazione degli adolescenti
Viviamo in un tempo in cui l’educazione degli adolescenti sembra rispondere principalmente alla logica della Legge: norme, regolamenti, obblighi che tracciano il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma quanto spazio resta, in tutto questo, per la legge del desiderio?
La Legge è rassicurante, chiara, misurabile. È uno strumento che utilizziamo per controllare, contenere, prevenire. È importante, certo, ma non basta. Gli adolescenti non sono solo creature da disciplinare; sono esseri in divenire, spinti dal bisogno di trovare un senso, di coltivare una passione, di immaginare il futuro. Eppure, quanto tempo dedichiamo davvero a far fiorire in loro il desiderio?
Forse il problema non è solo negli adolescenti, ma in noi adulti. Quanto conosciamo, davvero, il desiderio? Non il desiderio come consumo, come voglia passeggera di possesso, ma il desiderio come forza vitale, come apertura verso l’ignoto, come tensione verso ciò che ancora non è? Spesso, nella corsa quotidiana, sembriamo aver perso il contatto con questa dimensione. Siamo diventati esperti di regole, ma smarriti di fronte alla creatività e alla vitalità che il desiderio richiede.
E allora, per non mostrare il nostro fallimento, torniamo alla Legge. Pretendiamo che gli adolescenti la rispettino perché è più facile così. Non dobbiamo fare i conti con le domande che ci pongono, con il loro caos, con i loro sogni che scuotono le nostre certezze. Non dobbiamo guardarci dentro e confrontarci con la possibilità che, forse, siamo stati noi i primi a dimenticare come si desidera.
Ma gli adolescenti, inconsapevolmente, ci chiedono di più. Non vogliono solo regole; vogliono esempi di vita autentica. Vogliono adulti che sappiano rischiare, che non abbiano paura di ammettere di non avere tutte le risposte, che siano disposti a camminare con loro nel mistero del desiderio.
Forse il compito educativo più alto non è imporre una Legge, ma alimentare una fiamma. Non è chiedere obbedienza, ma risvegliare in loro la capacità di ascoltare quella voce interiore che li chiama verso ciò che li rende vivi.
E allora, forse, per educare davvero gli adolescenti, dobbiamo prima imparare a ri-educare noi stessi al desiderio. Non sarà facile, ma potrebbe essere il dono più grande che possiamo fare, a loro e a noi stessi.